Il bullismo … come riconoscerlo e come affrontarlo

Che cosa è il bullismo ?

Con il termine bullismo si intende un comportamento invadente, negativo e perpetuato nel tempo.

Caratteristica dei bersagli non è tanto quella di essere sottoposti perché più giovani, quanto quello di essere, in qualche modo, più deboli. Di solito, il bullismo è un comportamento deliberatamente dannoso, continuato nel tempo e rende difficile, per le vittime, la difesa.

Possiamo distinguere tre tipi di bullismo: fisico (picchiare, derubare); verbale (insultare, usare nomignoli); indiretto (escludere dal gruppo, spettegolare).

I bambini che fanno i bulli lo nascondono ai loro genitori, o raccontano versioni distorte degli eventi.

Se il vostro bambino e coinvolto in episodi di bullismo, che ne sia vittima o artefice, o anche semplice testimone, avrà bisogno di essere ascoltato e compreso.

Ascoltate i bambini. Le vittime del bullismo hanno bisogno del supporto della loro famiglia, dei loro amici e della scuola.

I bambini vittime di bullismo spesso lo nascondono ai loro genitori. A volte perchè hanno paura di quello che potrebbe fare il bullo una volta scoperto, a volte perchè hanno paura della reazione dei genitori.

Credete nei bambini. Ma tenete a mente che potreste non conoscere l'intera verità. Se in casa si parla del bullismo in maniera conversazionale, e probabile che i bambini siano più preparati a riconoscerlo, a parlarne, anche quando sono coinvolti solo come testimoni.

Se sei un genitore preoccupato, parlane con tuo figlio francamente.

Come riconoscere i segni del bullismo? Non voler andare a scuola, chiedere di essere accompagnati in classe, andare stranamente male a scuola, tornare a casa con i libri o i quaderni distrutti, tornare a casa senza penne, matite, tornare a casa affamati, perché qualcuno gli ha rubato la merenda, chiedere soldi, o rubarli, per poi doverli dare al bullo, iniziare a fare il bullo con i fratellini, sorelline, amici, avere strani lividi o graffi, rifiutarsi di spiegare quello che e successo, dare delle risposte evasive o improbabili per spiegare i segni di cui sopra.

Questa lista non e esaustiva, potremmo, in ogni caso, dire che un cambiamento nel comportamento - come la riluttanza ad andare a scuola, un minore rendimento scolastico può esser un segnale che qualcosa non va.

Interessatevi a lui ed ai suoi amici, domandate cosa succede durante l'intervallo, nei corridoi prima di entrare in classe, o negli spostamenti per raggiungere la scuola.

Ricordate che ci può essere una certa riluttanza nel parlare, e che il bambino potrebbe non avere le idee chiare su quello che gli sta succedendo.

Eccessive domande sono stressanti e diventano un interrogatorio che molti bambini, e giovani non sopportano. Se siamo dinnanzi ad un adolescente ci sarà la complicazione della pretesa di dovercela fare da solo.

Se siete molto preoccupati e non avete delle risposte soddisfacenti, fate un salto a scuola e parlate con qualcuno di vostra fiducia. Anche se l'insegnante non e in grado di dirvi quello che sta succedendo, si metterà in allerta per capirne di più.

La spedizione punitiva in casa dei genitori del possibile bullo e da evitare. Litigi tra genitori, di solito, fanno deteriorare la situazione e non facilitano alcunchè. I genitori del bullo ascolteranno una versione dei fatti differente dal loro figlio e saranno spinti dal desiderio di proteggerlo. E' comprensibile.

Ritagliatevi del tempo per parlare di quello che vostro figlio prova

Dategli delle responsabilità e fategli dai complimenti per le sue riuscite. Aiutare ad alzare l'autostima.

Se pensate che vostro figlio sia fortemente a rischio di essere sottoposto a violenza, o se pensate che possa reagire in modo violento contro se stesso non mandatelo a scuola. Almeno finche non siete certi che la situazione sia tornata sotto controllo.

A cura della dott.ssa Mara Giani

(Psicologa - Psicoterapeuta)

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